Ruggero Santo Lombroso

Fratello di Anna Lombroso era considerato la pecora nera della famiglia.

Nato a Verona nel 1883 e arrivato a Milano nel 1910.

Negli anni 1915/ 16 aveva convinto tutta la famiglia (commercianti di stoffe) ad andare a Messina per fornire coperte ai terremotati del 1909. Zia Ines e’ stata lasciata Verona a balia per un anno finche’ tutta la famiglia e’ tornata al nord.

Dai documenti del censimento Ebrei di Milano del 1939, al contrario della famiglia Levi e Lombroso, e’ l’unico che si dichiara di razza Israelita ma alla voce religione dichiara:

non iscritto alla comunità’ israelitica perche’ di credo ateo.

Nel riquadro data iscrizione al partito fascista e’ riportato:

Iscritto fascio 1920, non più’ iscritto al movimento causa seguito grave lutto

Nel riquadro benemerenze di guerra o altro genere e’ riportato:

Fiume/ vedi dedica con fotografia medaglia di G. D’Annunzio

Si diceva che avesse finanziato l’impresa di Fiume.

Massone e simpatizzante del fascismo si e’ barcamenato con gli affari fino alla fine del fascismo. Prima della fine della guerra si era rifugiato a Padola di Cadore (belluno) forse perché luogo di nascita di sua moglie o dell’amante….. Negli anni ’60 durante una vacanza li’ un’abitante di Padola di Cadore aveva confessato a Raffaele Levi che gli aveva visto una cassetta piena di stemmi fascisti d’ oro….Finita la guerra e tornato a Milano incontrando Raffaele Levi che girava per la città’ ancora in divisa l’ aveva portato a casa sua facendogli scegliere un vestito borghese.

Nel 1947 sono stato allattato da una balia a Padola dove ero andato con mia madre perché’ lo ‘zio Ruggero’ aveva facilitazioni per di una linea di trasporto Milano-Belluno a cui aveva fornito gomme introvabili dopo la guerra. Le mie prime foto in carrozzina sono state scattate a Padola.

Durante il fascismo portava il nipote Raffaele nella sede della Loggia Massone in piazza Duomo con la speranza si iscrivesse.

Credo che Arrigo Levi (militante socialista) non fosse in buoni rapporti col cognato e forse le sue disavventure economiche sono attribuibili.

‘Viveur’, una figlia Carla, Grand Ufficiale, e’ ben descritto dalle foto sue e che mandava ai parenti.

E’ morto nel 1951.

Cartolina inviata nel 1951 dal Nonno Nicola Ventura.
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