Il portatovagliolo….

In casa tra le poche cose di famiglia ereditate dalla zia Ines c’era un portatovagliolo d’ argento con un nome sconosciuto : Francesco. Era stato conservato perché’ si trattava di un oggetto familiare. Per capire di chi fosse bisognava avere un albero genealogico. 

L’inizio era stato semplice . Il comune di Verona citta’ di provenienza aveva digitalizzato il registro Dell’ Impero Austroungarico unitamente al registro di leva. Sia i miei nonni paterni (Arrigo Levi e Anna Lombroso) erano nati a verona come la loro prima figlia (Ines). Cosi’ le due parti della famiglia erano presenti nei registri. Ma non c’era un nome quello del bisnonno Lombroso.

La soluzione si e’ presentata quando su un quotidiano, il giorno della memoria dava notizia che solo per quel giorno si dava la possibilità’ di consultazione del registro censorio degli Ebrei milanesi nel 1934 il cui elenco era stato messo sulla pianta di Milano geolocalizzando tutte le famiglie via per via…. Sulla pianta della citta’ appariva la famiglia Levi proprio dove abitava in via Porro Lambertenghi, al quartiere Isola: i nonni e gli zii. 

Contattando la cittadella degli archivi a Milano ho ritrovato le registrazioni di tutto il censimento riferito alla famiglie Levi e Lombroso. Mio padre era segnalato come residente a Reggio Emilia per lavoro (Commesso in negozio tessuti). Inoltre erano elencate tutte le paternità’/ maternita’ dei componenti e il padre della nonna Anna Lombroso era registrato come Francesco.

Parlando con il professore di storia che mi aveva accompagnato ho scoperto che era uso spesso usare soprannomi di uso italiano. Inoltre confrontando un altro albero genealogico (di un discendente di Olga Lombroso, cugina di Anna) risultava il nome Francesco con la discendenza da Prospero Lombroso.

Il bisnonno era stato ritrovato e corrispondeva a Isacco Lazzaro sul registro anagrafico.

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